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Sandalo india

14,50

Olio essenziale purissimo professionale 2 ml.

Scheda Tecnica
• Nome volgare: Sandalo indiano
• Nome botanico: Santalum album
• Famiglia: Santalaceae
• Sinonimi e nomi stranieri: Sandalo citrino, legno di sandalo, sandalo delle Indie orientali. Sandelholzoel (ted.), sandalwood oil (ingl.), essence de bois de santal (fr.).

Costituenti principali:
Alfa e beta-santalolo, santene, aldeide isovalerianica, santenolo, l-santenone

Predominanza:
L’olio essenziale derivato dal legno di sandalo ha particolarità chimiche ed energetiche maschili e predilige agire sull’uomo. Non a caso la sua struttura chimica assomiglia a quella del “testosterone”, ormone tipicamente maschile. Per questo motivo si può sostenere che abbia una predominanza yang.

Nota:
Il luogo di attivazione della Kundalini, particolarmente stimolata da questo profumo inebriante, corrisponde alla zona del basso ventre dove è collocata anche la nota del sandalo, quella di base. La sua vibrazione lenta e profonda e la sua persistenza confermano il dato appena indicato.

• Pianeta governatore: La sua ampia sfera di azione fa del sandalo un’essenza capace di governare la vita in tutte le sue sfaccettature, caratteristica peculiare di tutte le essenze governate da giove.

Chakra di riferimento:
L’attività su reni ed apparato uro-genitale, ma soprattutto un improbabile equilibrio tra il 1° chakra ed il 7° chakra collocano il sandalo come un’essenza di tipico stimolo del 2° chakra. Infatti, la tensione tra spiritualità e stimolo degli istinti di base, fame, sete e sesso si sublimano in gusto e sensualità, componenti caratterizzanti tipicamente il chakra indicato.

Aspetto fisico:
Il sandalo è un albero perenne semiparassita, che raggiunge l’altezza di 20 metri. Di questa pianta conosciamo almeno tre varietà: il sandalo delle Indie occidentali, il sandalo dell’Australia e il sandalo delle Indie orientali, quest’ultimo è il santalum album. Le sue radici si nutrono della linfa delle piante circostanti, questo impedisce una sua coltivazione a vivaio. Il tronco della pianta è di colore grigio-marrone con molti rami lisci e di piccole dimensioni. Le foglie sono coriacee ed i fiori sono di colore rosa-porpora e di piccole dimensioni. La pianta viene abbattuta intera, per ricavare l’essenza ed è pronta per questo scopo solamente dopo 30-50 anni di vita.

Provenienza:
Il sandalo è originario dell’India orientale ed è diffuso anche nell’arcipelago malese. Una volta si esportava in Europa e negli Stati Uniti il legno da dove poi si estraeva l’essenza. Ai giorni nostri, la maggiore produttrice di olio essenziale è proprio l’India, nello stato di Mysore. Tutte le piante, anche se coltivate su terreni privati, sono di proprietà dello stato e protette da severissime leggi. Il pochissimo legno che viene esportato si utilizza per la produzione di mobiletti o statue, è molto prezioso ed ogni singolo pezzo deve avere un marchio governativo speciale, per poter varcare la frontiera.

Parti impiegate:
Il legno decorticato e le radici.

Metodi estrattivi:
L’olio essenziale di sandalo si estrae mediante distillazione in corrente di vapore della pianta secca, che viene tagliata e frantumata direttamente nella distilleria, in modo da non perdere nemmeno le preziose segature. La resa in genere si aggira attorno al 5%.

Caratteristiche:
L’olio essenziale di sandalo è un liquido viscoso di colore giallo ambrato, con odore persistente, caldo, di legno. Il suo sapore è amarognolo, resinoso ed irritante.

Conservazione:
Se ne consiglia la conservazione in bottiglie ben chiuse di vetro scuro, possibilmente arancio, da tenere in luogo fresco, al riparo dalla luce.

Capacità di stimolo emozionale:
L’olio di sandalo ha la straordinaria capacità di ridurre l’aggressività e gli istinti violenti. Rilassa senza pari. Questa qualità lo rende inadeguato a persone flemmatiche e poco attive. Il suo aroma orientale e caldo addolcisce aiutandoci a comprendere trovando serenità. Tutto ciò va a vantaggio della qualità delle nostre relazioni. Una goccia di olio di sandalo sul terzo occhio aiuta a ridurre la fame e la sete. Stimola l’attività sessuale, grazie al risveglio della Kundalini. Questa qualità è stata confermata anche da numerosi studi moderni che hanno scoperto una notevole somiglianza olfattiva tra l’androstenolo, ormone contenuto nel sudore maschile, chimicamente molto simile al testosterone, e, appunto, l’olio essenziale ricavato dal legno di sandalo. Eleva spiritualmente riequilibrando i contrari e mettendo in comunicazione l’energia dei vari canali energetici, detti chakras.

Altri usi:
L’olio essenziale di sandalo è un’importante materia prima per l’industria profumiera, viene usato in molti profumi di legno, floreali, orientali ed ambrati, e viene aggiunto in ogni tipo di profumo di lusso per via del suo ottimo potere fissativo e della sua persistenza. In cosmetica si usa nelle preparazioni dopobarba, nei saponi, nei detergenti ed anche nelle creme. In farmaceutica veniva impiegato come disinfettante delle vie urinarie, ma, ai giorni nostri, se ne è perso la cultura del suo uso. Nell’industria alimentare trova spazio come aromatizzante in molti prodotti comprese le bevande.

Precauzioni e controindicazioni all’uso:
L’olio essenziale di sandalo non irrita, non da sensibilizzazione e non è tossico. E’ bene prestare attenzione a non utilizzarlo in caso di patologie renali gravi e per periodi non superiori alle sei settimane.

Annotazioni storico-culturali:
Il sandalo è un’antica pianta della cultura religiosa e cerimoniale indiana e cinese, infatti, veniva impiegato per le esequie. Con alle spalle almeno 4000 anni di conoscenza, questa pianta, fu molto apprezzato per il suo aroma e venne introdotta in Europa dai medici arabi. Viene utilizzato tradizionalmente come incenso, nelle scuole di Yoga tantrico si utilizza in quanto aiuta a risvegliare la Kundalini, l’energia sessuale. Oltre all’uso come incenso, si impiega da sempre in Oriente per l’imbalsamazione, come cosmetico e come legno sacro per la costruzione di templi. In India, assieme alla rosa, si trova in un famoso profumo, l’aytar. Il suo uso come disinfettante delle vie urinarie, fu introdotto in Europa nel XVII secolo ad opera dei governatori olandesi delle Indie Orientali. Nel 1865 Hedersen lo consigliava per la gonorrea. Nella medicina tradizionale cinese si impiega nel mal di stomaco, vomito, gonorrea e malattie della pelle. Nella medicina tradizionale ayurvedica è usato nelle infezioni urinarie e respiratorie e nelle diarree.

Armonizzazioni con altri oli essenziali:
Gelsomino Egitto, incenso, limone, , rosa damascena, verbena, ylang ylang extra.

Contenuto Confezione:
Flacone munito di dosatore contagocce

Bibliografia: Zuccari

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